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La dieta per la salute del pianeta

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Verdura

VerduraMangiare è un piacere e, mangiando, nutriamo il nostro corpo e ci assicuriamo le risorse necessarie a mantenerci in forze e affrontare le nostre grandi e piccole sfide quotidiane.
Peccato, però, che spesso ciò che mangiamo non fa così bene come sembrerebbe. Non fa bene a noi e, contemporaneamente, non fa bene al pianeta su cui viviamo e che lasceremo ai nostri figli, ai nostri nipoti e così via finché ci sarà vita.

Troppa carne, per esempio, troppo zucchero e troppi grassi. In una sola frase, però, abbiamo preso tre dei cibi o delle sostanze capaci di darci più “soddisfazioni” in varie forme e combinazioni. Hamburger, carne arrosto, spiedini, insaccati e poi i dolci e chi più ne ha più ne metta.
Se riuscissimo però, e qui c’è il grande ostacolo, a non pensare solo alla sazietà immediata del nostro stomaco, alle nostre papille gustative e al nostro deficit d’affetto colmato a suon di forchetta e coltello, allora dovremmo almeno provare a rinunciare o quantomeno a ridurre l’apporto di questi cibi nocivi.

Grazie all’aumento del reddito globale e ai fenomeni di urbanizzazione, l’alimentazione di tipo occidentale, che è già sempre più diffusa, diventerà l’alimentazione tipo entro il 2050. Un’alimentazione, però, le cui caratteristiche comporteranno anche un aumento delle malattie croniche, come il diabete, e delle malattie cardiache.
Inoltre, la diffusione della dieta occidentale, ricca di carne, ha un effetto devastante sull’ambiente e potrebbe causare un aumento dell’80 per cento delle emissioni di gas serra legate alla produzione alimentare e al disboscamento.
Al contrario, l’adozione di un’alimentazione basata su frutta, verdura e legumi, come quella mediterranea o quella vegetariana, sarebbe più sana per l’organismo umano e più sostenibile per il pianeta.

Far cambiare le abitudini alimentari a milioni di persone, però, non è chiaramente un’impresa facile. L’alimentazione, infatti, va ben oltre il raccolto di stagione e si inserisce in un contesto più ampio fatto anche e forse in misura prevalente di cultura costruita nel tempo.

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