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Eduardo De Filippo. Genio e metodo

Eduardo De Filippo, "maschera" inconfondibile del patrimonio partenopeo e non solo

1882
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Eduardo De Filippo

Quando si lascia dietro di sé una reminescenza d’eterno, il ricordo non abbandona chi ha sostenuto e amato un’ideale di conoscenza ed insegnamento collettivo.

Una vita dedicata al teatro, croce e delizia, calcando le tavole del palcoscenico fin dall’età di 4 anni; figlio naturale d’un altro talento, Edoardo Scarpetta, a detta di tanti, Eduardo De Filippo era uomo severo, malinconico e poco avvezzo ai complimenti ma pronto a riconoscere il talento e ad investire umanamente nel suo incremento.

Autore di drammi, regista esigente, generoso maestro, grande interprete, in lui si sono fuse diverse personalità, tutte riconducibili ad una grande passione artistica.
Le sue commedie fanno combaciare insieme la farsa e la morale. Divertono ma al contempo creano spunto di riflessione sui valori della vita e sulle problematiche della stessa. Una voce flebile, un incarnato sofferente, sono memoria di un popolo che lotta e grida il proprio lamento di ribellione e di riconoscimento. Poetico nella sua integrità, incline io credo, a ritenere il proprio mestiere un mezzo per trasferire a tanti, di diverse classi sociali, il pensiero che attraverso le parole prende forma e si fa espressione. Un’anima può ospitare grandi sentimenti, che un lessico ben strutturato, anche di vocaboli elementari, può svelare e rendere coinvolgenti.

Il cinema per Eduardo De Filippo fu mezzo si di comunicazione ma non passione. Vi indulse, trasponendo alcune delle sue opere, soprattutto per raccogliere fondi destinati al recupero del Teatro San Ferdinando, emblema della città di Napoli.

I fratelli Titina e Peppino, furono suoi compagni di lavoro ma, mentre la prima ispirerà in lui un grande affetto e un’idolatria da musa ispiratrice, tanto da dedicarle “Filumena Marturano”, con Peppino, fino alla morte di quest’ultimo, litigi e contrasti fecero da colonna sonora ad un rapporto molto conflittuale.

Nato nel 1900, per tutto il corso della sua esistenza, Eduardo De Filippo diede un senso al proprio lavoro, anche politico. Grazie alla carica di senatore a vita conferitagli nel 1981 da Sandro Pertini, poté battersi per i problemi dei minori chiusi in carcere.

Gli esami non finiscono mai, Questi fantasmi, Il Sindaco del Rione Sanità, Napoli milionaria. Tutte hanno la capacità di apparire non sproloquio, anche se il testo d’ognuna è notevole, ma come cantiche che rannodano i fili delle esistenze futili o comprimarie degli uomini, in una società che chiede il dazio per ognuno alla resa dei conti.

Riguardando in TV le sue apparizioni, la mia opinione è che fosse consapevole di essere una figura imponente nonostante la sua fragile fisicità. Che ritenesse il proprio lavoro degno delle acclamazioni tributate, onesta gabella per il perenne sacrificio da lui consacrato all’arte e alla cultura del Novecento.

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