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Isa Danieli racconta Eduardo De Filippo

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Isa Danieli racconta Eduardo

Isa Danieli racconta EduardoEra il 31 ottobre 1984 quando il sipario calava sulla vita di Eduardo De Filippo. Drammaturgo, poeta, attore teatrale e cinematografico, Eduardo ha egregiamente raccolto, insieme ai suoi fratelli Peppino e Titina, l’eredità artistica del padre, il grande attore Eduardo Scarpetta. E’ al suo grande maestro di arte e di vita che Isa Danieli, come donna e come attrice, in occasione del trentennale della sua morte, ha voluto rendere omaggio con un evento dal titolo: “Isa Danieli racconta Eduardo”.

L’iniziativa, voluta e organizzata dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, ha dedicato a Eduardo la sala della direzione della Lucchesi Palli (sezione di Arti e Spettacolo). Una scelta non casuale visto che la Lucchesi Palli è stata diretta per oltre trent’anni da Salvatore Di Giacomo, poeta molto amato dal giovane Eduardo.

L’attrice ha ricordato il suo maestro recitando alcune poesie del grande artista e interpretando magistralmente battute e parti di testi scritti dall’attore per le sue commedie, in particolare “Filumena Marturano”, grande capolavoro di De Filippo.

Il recital si è presentato come l’ideale prosecuzione della mostra (in corso fino all’8 novembre) allestita dalla biblioteca per ricordare Eduardo. Il materiale fotografico e documentario esposto nella mostra proviene dall’Archivio De Filippo, vastissimo fondo di proprietà della Fondazione omonima, trasferito alla Biblioteca Nazionale di Napoli per volontà degli eredi, in particolare del figlio Luca, e in fase di sistemazione presso la sezione Lucchesi Palli. Si tratta di materiali che illustrano l’itinerario umano e artistico di Eduardo a partire dalle sue radici teatrali e familiari, raccontando la storia di un grande artista e offrendo, al contempo, importanti testimonianze sullo spettacolo nell’Italia del ‘900.

La ricchezza del materiale eterogeneo va da copioni alle sceneggiature teatrali, dalle locandine alle fotografi di scena, dai programmi di sala ai bozzetti alle lettere, includendo documenti amministrativi del Teatro San Ferdinando. Carte, dunque, dalle quali emerge la figura di un grande protagonista della cultura italiana del Novecento.