Home News Cronaca Pediatri corrotti, spingevano all’acquisto di latte artificiale

Pediatri corrotti, spingevano all’acquisto di latte artificiale

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I carabinieri del Nas di Livorno hanno condotto un’inchiesta che ha portato all’arresto di una dozzina di pediatri, cinque informatori scientifici e di un dirigente d’azienda con l’accusa comune di corruzione.

Le persone arrestate sono tutte coinvolte in un giro di mazzette: centinaia di migliaia di euro investiti in “regali” ai medici pediatri, da beni materiali come smartphone e computer fino a viaggi nelle più accreditate mete turistiche.

Secondo le accuse i “regali” servivano ad invogliare i medici ad indurre le mamme ad usare latte in polvere anziché il proprio latte materno con conseguente guadagno per le aziende che lo producono.

Tra i 12 pediatri raggiunti da ordinanza cautelare ai domiciliari ci sono anche due primari per i quali, secondo gli investigatori del Nas di Livorno, sarebbe stato più facile raggiungere l’obiettivo di convincere le neomamme ad utilizzare latte artificiale.

Sulla vicenda è intervenuta Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, che ha detto: “Mi chiedo come possano medici pediatri andare contro l’etica della professione, contro unanimi pareri scientifici e contro le indicazioni del Ministero della Salute per convincere le mamme ad usare latte artificiale in polvere al posto di quello materno. Il tutto per guadagnare regali di lusso e viaggi gratuiti, sulla pelle di bambini appena nati. Non bastano gli aggettivi per descrivere la gravità di questo genere di azioni e ringrazio i Nas di Livorno che, in collaborazione con la Procura di Pisa, hanno eseguito 18 arresti tra cui due primari e 10 pediatri, dopo una lunga indagine che ha avuto il suo epicentro in Toscana”.

L’inchiesta è stata avviata grazie a una segnalazione anonima arrivata ai carabinieri del Nas di Livorno nel giugno dell’anno scorso. Gli investigatori hanno individuato un’agenzia di viaggi compiacente della città della Torre che effettuava false fatturazioni a pediatri per congressi ai quali non avevano mai partecipato ottenendo, invece, in cambio buoni per soggiorni-vacanza da usufruire personalmente.

Oltre ai primari, agli arresti domiciliari sono finiti anche un dirigente di una casa farmaceutica residente a Limbiate (Monza), cinque informatori scientifici (quattro residenti in Toscana e uno in provincia di Ascoli Piceno) e 12 pediatri, per lo più della provincia di Pisa.