Home News Curiosità A Rieti il carcere è verde

A Rieti il carcere è verde

964
CONDIVIDI

L’istituto penitenziario di Rieti, nel Lazio, è un “carcere verde”. Non si parla del colore delle pareti e neanche di quello delle sbarre, ma si parla dell’opportunità di riscatto che l’istituto offre ai detenuti che per un motivo o per l’altro occupano le sue celle.

“Carcere verde” è un progetto, infatti, che coinvolge i detenuti nelle buone pratiche ambientali con l’obiettivo finale di rappresentare un’opportunità di riscatto sociale e con lo scopo pratico di valorizzare e reimpiegare i rifiuti che diventano una risorsa grazie alla tecnica del compostaggio di comunità che prevede la trasformazione dello scarto della preparazione dei pasti e degli avanzi di cibo in un ottimo compost riutilizzabile.

In pratica, il progetto, che mira comunque a diffondersi nel resto del territorio nazionale, prevede di trattare in loco il rifiuto organico prodotto dalla mensa carceraria per trasformarlo azione in compost. Come? Attraverso il metodo del compostaggio di comunità, una pratica che prevede l’utilizzo di una compostiera elettromeccanica ovvero di una macchina che permette di trasformare lo scarto della preparazione dei pasti e gli avanzi di cibo in un ottimo compost riutilizzabile.

Il processo di compostaggio è un processo naturale che si realizza senza l’impiego di additivi chimici ed è completamente automatizzato. Una volta ottenuto il fertilizzante poi, questo potrà essere impiegato sempre all’interno del carcere per la realizzazione di orti didattici dove i detenuti avranno l’opportunità di coltivare prodotti, destinati al consumo interno o alla commercializzazione.

L’iniziativa ha chiari e importanti risvolti educativi e di coinvolgimento e re inclusione sociale di soggetti svantaggiati. Inoltre, l’impatto ambientale del rifiuto risulta praticamente azzerato mentre le emissioni di CO2 si riducono drasticamente, dal momento che il trattamento avviene sul posto e non prevede trasporti a distanza.

CONDIVIDI