Home Lifestyle Tullio De Piscopo: bacchette, ritmo e simpatia

Tullio De Piscopo: bacchette, ritmo e simpatia

1131
CONDIVIDI
Tullio De Piscopo

Tullio De PiscopoTullio De Piscopo, semplice e schietto come solo un uomo sanguigno sa essere: da Napoli a Milano e poi Bologna, città per lui importanti sotto il profilo artistico. La grande amicizia con Pino Daniele, col quale dopo le dimissioni dall’ospedale, è partito per un tour. Le molte partecipazioni come musicista negli album di colleghi altrettanto noti come Mina, Gaber, Fausto Papetti, New Trolls, Jannacci, Modugno, De Andrè.

Diverse le colonne sonore da lui composte, tra le quali ricordiamo con piacere “32Dicembre” di De Crescenzo e “Mi Manda Picone” di Nanny Loy. Numerosi inoltre i premi attribuitigli nel corso della sua lunga carriera, cominciata all’età di 13 anni nei night club di Bagnoli.

Posso assicurare i nostri lettori che star fermi quando De Piscopo e la sua mitica band intonano “Andamento Lento” o “Conga Milonga” non è affare da poco. Le gambe seguono le note sincopate e ti ritrovi a dimenarti, tuo malgrado, dimentico dei problemi quotidiani, al seguito di questo spirito indomito e virtuoso che ama trasmettere la propria gioia di vivere.

Dice che bisogna aver cura di sé stessi, essere consapevoli che il corpo va tutelato con la prevenzione, che è l’arma più efficace per vincere l’ignoto. Siamo d’accordo con lui e, visto che grazie alla sua musica riesce a curare la disarmonia delle nostre anime, allora ben venga il motto “mens sana in corpore sano”.

Tra le tante iniziative legate alla rassegna “Luci dell’Irno” che, in questo passaggio di testimone dall’anno 2014 all’anno 2015, ha visto Baronissi nelle vesti di ospite cerimoniere, al pari di Salerno e le sue “Luci d’Artista”, un grande concerto organizzato dall’Amministrazione cittadina ha rappresentato una chicca succulenta per gli amanti della musica e delle percussioni: ieri, 3 gennaio 2015, alle 21,30, sul corso principale di Baronissi, accanto al Parco della Rinascita, è stato allestito un mega palco dove ha avuto luogo l’esibizione del grande Tullio De Piscopo.

Con l’energia di sempre, con l’entusiasmo di un ragazzino, ha saputo trasmettere ai tanti che sono intervenuti una grande carica emotiva e allegria pura nell’ascoltare pezzi del passato rivisitati, come quelli del grande Renato Carosone, da lui ricordato con affetto nella coincidenza del novantaquattresimo anniversario dalla nascita, e con i propri successi e gli assolo alla batteria. Questi ultimi in particolare lo hanno riconfermato nobile esecutore al cardiopalma di questo strumento del quale egli conosce tutti i segreti.

La sua esuberanza, la sua napoletanità, il suo calore hanno strappato sorrisi e consensi al pubblico astante. Tra il palco e la gente, per ovvi motivi di sicurezza, erano state poste delle transenne. Ha voluto che fossero rimosse, affinché l’affetto e l’apprezzamento alla sua arte gli giungessero il più vicino possibile, con strette di mano e firme di autografi.

Un piccolo siparietto con Rocco Hunt, giunto a sorpresa, ha deliziato gli ascoltatori, come i racconti che ha condiviso circa il suo passato di proletario ragazzino del Sud.

Un cuore generoso Tullio, e coraggio da vendere se si pensa che, non molto tempo fa, l’incubo della malattia lo ha allontanato dalle scene. Un tumore al fegato diagnosticatogli opportunamente in tempo, lo ha costretto ad un’operazione e per mesi ad una convalescenza debilitante. La sua fede, i suoi cari, i suoi fans, il suo vivere per presentare nuovi progetti sonori, ce lo hanno restituito più combattivo che mai.

Nel libro “Tempo! La mia vita”, del 2014, racconta la sua battaglia per risalire dal cupo rintocco del dolore alla melodia dolce della pura essenza di rivincita sulla morte.

Daniela D’Avino