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L’Europarlamento dice sì alle nozze gay

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Coppia gay

Coppia gayIn alcuni Stati, le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono già riconosciute, almeno a livello legale. In altri, a dire il vero, molti, i matrimoni omosessuali non solo non sono accettati da gran parte della società, ma sono un tabù anche agli occhi della legge. Ci sono, quindi, migliaia di persone che, pur amandosi, non posso ufficializzare il loro rapporto per godere di tutti quei diritti e andare incontro a tutti quei doveri che un matrimonio civile comporta.

Per queste persone, però, c’è una buona notizia. L’Europarlamento, infatti, ha votato a favore del riconoscimento delle unioni civili e del matrimonio tra persone dello stesso sesso considerandolo come un diritto umano.

Nella relazione, firmata per l’Italia da Pier Antonio Panzeri del Pd e approvata con 390 voti a favore, 151 sfavorevoli e 97 astensioni, si legge: “l’Ue incoraggia le istituzioni e gli Stati membri dell’Ue a contribuire ulteriormente alla riflessione sul riconoscimento del matrimonio o delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in quanto questione politica, sociale e di diritti umani e civili”.

Il passaggio relativo alle nozze gay compare al punto 162 del documento che ogni anno l’assemblea di Strasburgo redige sui diritti umani, sulla democrazia nel mondo e sulla politica dell’Unione in materia.

Quasi come in un processo inverso, l’Unione Europea è arrivata a questo punto anche perché si è reso necessario prendere atto “della legalizzazione del matrimonio e delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in un numero crescente di Paesi nel mondo, attualmente diciassette”. Così si legge nella stessa nota.

Tra i 17 Paesi non c’è l’Italia che, invece, fa parte dei nove che ancora non prevede alcun tipo di tutela per le coppie omosessuali.

Daniele Viotti, co-presidente dell’Intergruppo LGBTI al Parlamento Europeo, ha detto di questa decisione che l’Europa “ha fatto importanti passi in avanti sul fronte dei diritti LGBTI e la parità di genere”.

Si registrano, invece, malumori tra le fila cattoliche. In particolare, il voto sull’articolo sulle unioni civili, ha registrato le astensioni della capodelegazione Patrizia Toia che ha definito al formulazione “troppo squilibrata” e di Caterina Chinnici. Silvia Costa ha deciso di non prendere parte alla votazione e due sono stati i contrari, Luigi Morgano e Damiano Zoffoli. Sul testo finale, invece, Costa, Toia e Chinnici hanno votato sì, sempre contrari Morgano e Zoffoli.

Morgano, in particolare, ha commentato con queste parole: “Ancora una volta, ideologicamente, si è voluto utilizzare relazioni annuali per forzare i Trattati e suggerire, o meglio affermare, a livello europeo l’aborto come diritto umano, nonostante il principio di sussidiarietà stabilisca che più materie, come il diritto di famiglia, siano di competenza nazionale”.

Panzeri, invece, soddisfatto ha detto: “I diritti non sono un lusso e non invadono la democrazia ma impongono di riflettere su come dovrebbe essere esercitata la discrezionalità politica”.

Nichi Vendola, invece, su twitter: “Per il Parlamento Europeo le unioni civili e le nozze gay fanno parte dei diritti umani e civili delle persone. Molto bene. Ora però, prima dell’inizio del Consiglio dei Ministri, qualcuno informi Renzi & Alfano…”.