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Come diventare milionario con la pizza a domicilio

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pizzaChristian Sarcuni, un ragazzo ventinovenne di Matera, è riuscito a diventare ricco, sfruttando una delle tradizioni più indiscusse del made in Italy: la pizza.

La notizia non è, però, tutta qua, anche perché a fare i soldi grazie alla pizza, Christian non sarebbe di certo il primo. Le pizzerie, infatti, ormai pullulano sia in Italia che all’estero, ma il giovane materano laureato ha saputo unire cibo e tecnologia.

In pratica, il giovane ha sviluppato un software che ha poi inserito nel suo portale “PizzaBo”, che mette in rete le diverse pizzerie di qualsiasi città presente nel network e permette di ordinare la tanto desiderata pizza comodamente da casa. Anche su questo si potrebbe obiettare che la pizza da asporto è una storia vecchia. Sì, come sono vecchi, però anche i volantini cartacei delle varie pizzerie che ci occorre avere in casa per poterla ordinare.

Ed è forse anche vero che esistono già altri siti analoghi, sebbene magari non specializzati solo nella pizza, ma adesso andiamo al cuore vero della notizia. Il portale del ragazzo materano ha avuto subito un gran successo non soltanto in termini di fama, ma anche in termini economici. Il ventinovenne, infatti, si è presto visto giungere svariate offerte da tutto il mondo per vendere la sua creatura.

In prima battuta, il ragazzo, figlio di due impiegati statali lucani e proveniente da studi all’istituto tecnico di Matera prima e alla facoltà di scienze della comunicazione di Bologna poi, ha rifiutato qualsiasi offerta. Alla fine, però, si è lasciato convincere dalla proposta di un gruppo tedesco, Rocket Internet, che ha messo sul tavolo 50 milioni di euro in contanti. Resistere è diventato subito più difficile che evitare di mangiare una pizza fumante quando ce la si ritrova davanti.

Christian ha ceduto e d’altra parte i tedeschi hanno fatto anche di meglio. Oltre all’offerta d’acquisto del portale, infatti, al ragazzo e al suo socio in affari Livio è stato chiesto di continuare ad occuparsi della società con un lauto stipendio almeno per i prossimi tre anni.

L’azienda tedesca, quindi, ha già messo nero su bianco un piano di espansione in tutta Italia e nel futuro abbastanza prossimo prevede di usare “PizzaBo” non solo per la vendita di pizze a domicilio come è stato concepito, ma anche per la vendita di altri piatti come kebab, cucina cinese e sushi giapponese. Ecco, l’unico inconveniente è che forse bisognerà adeguare il nome alla nuova mission.