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Qualche chicca sui chicchi più famosi: M&M’s

M&M's, dall'inventore ai colori scelti per concorsi tra clienti: tutto, ma proprio tutto sulle M&M's

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M&M's

Capelli spettinati come se fossi stata travolta da continue raffiche di vento per almeno mezza giornata. Quello che rimane del trucco della scorsa serata a darmi l’aria da panda, volendo usare una metafora “carina e coccolosa”, ma l’unica aria che ho veramente incollata sulla faccia è quella di una tossicodipendente. Martello pneumatico che mi spacca la testa o meglio che mi fa desiderare che esploda perché passi il dolore. Bocca amara dopo essersi prestata a via di fuga per la fuoriuscita dell’anima. Stomaco in continua protesta, e come dargli torto. Brividi di freddo e cedimenti di sonno, ma tranquilli non mi sono fatta niente!

Mentre lotto con questi segni evidenti di una terribile sbronza – dovuta più che all’abuso di alcolici a un fisico assolutamente non allenato neanche al secondo cocktail, figuriamoci ad andare oltre con miscugli annessi – mi torna in mente l’immagine di me in una condizione più umana in cui mi sono trovata solo lo scorso week end. Oggi sbronza, ma domenica scorsa mangiavo pizzette e patatine e sorseggiavo acqua e coca cola a una graziosa e divertente festa per un secondo compleanno di un bambino piccolo in formato gigante.

E se l’alcol di ieri sera mi ha lasciato come souvenir un corpo contenitore di un organismo tormentato, pizzette e coca cola la scorsa settimana, a parte avermi lasciata sazia e satolla, mi avevano anche consegnato come souvenir un portachiavi fatto a mano, che può sempre tornare utile, con impigliato un sacchetto di M&M’s, anche questo utile in svariati momenti e circostanze della giornata. Testimonianza della loro utilità è la brevità della loro stessa vita. “Nate” domenica, non sono riuscite a vedere neppure l’alba del lunedì.

M&M’s che passione! Oltre ad essere veramente buone, infatti, le M&M’s sono anche un po’ nello status di quelle leccornie culturali. Si pronuncia il loro nome e subito tutti riusciamo a collegare l’immagine dei chicchi colorati, il loro sapore, il pacchetto, l’evoluzione che le ha contraddistinte per stare al passo con i tempi che cambiano e soprattutto la mega M&M’s gigante con tanto di cappellino in testa, mani e piedi con scarpe che ha sempre contribuito a farci amare questi dolcetti. Che poi, tra le altre cose, sono anche un bel po’ subdoli dentro perché se inizi a mangiarne uno, puoi stare certo che ne mangerai anche un miliardo avendone a disposizione. Come le ciliegie, ecco, una M&M’s tira l’altra.

Personalmente non le mangiavo da… anni forse, e, da quando una settimana fa le ho riassaporate, non ho più potuto smettere di pensarci, di pensare a quanto sono buone e a quanto creano quasi una forma di dipendenza. Conquistatrici, peraltro, con una forma che è fuori dagli schemi. Le M&M’s, infatti, non sono tonde né ovali: sono imperfette e sono imperfette ognuna a modo suo. Storia di un amore grande, insomma, che a quanto pare ci accomuna in tanti. Mentre deliravo in preda alla mia sbronza, infatti, ho acceso il pc e nel dare una rapida occhiata alle notizie tramite i social network mi sono imbattuta nel pezzo di un quotidiano abbastanza noto che svela tutto, ma proprio tutto su questi sfiziosi dolcetti passa tempo.

La storia delle M&M’s

Ecco quello che ho appreso, tutta la mia conoscenza in materia, adesso voglio trasmetterla anche a voi. Cominciamo!

Per che cosa stanno le due M del nome M&M’s? “Mars&Murrie’s”. Le due M sono, quindi, le iniziali dei cognomi di Forrest Mars e Bruce Murrie.

Ma chi sono Mars&Murrie? Forrest Mars è l’uomo che ha inventato – neanche a dirlo – il Mars e le M&M’s. Uomo dal grande talento nel creare merendine, ma di scarsa fantasia nell’inventare nomi. O forse con un ego così grande da voler marchiare le sue creazioni col suo nome? Comunque sia pare che il talento fosse di famiglia. Forrest Mars, infatti, aveva inventato il suo omonimo snack quando lavorava presso una grande società di dolciumi fondata dal padre. In seguito, però, i due litigarono e Forrest, dopo aver passato alcuni anni in Europa, lavorando anche per Nestlè, fondò un’azienda tutta sua: la Food Products Manufacturing. La leggenda vuole che l’idea delle M&M’s venne a Forrest Mars durante la Guerra civile spagnola, negli anni Trenta, quando vide i soldati mangiare dei confetti rivestiti con un guscio di cioccolato trattato in modo da evitarne lo scioglimento.

L’idea c’era, ma bisognava trovare gli alleati. Forrest Mars si rivolse, quindi, a Bruce Murrie per la produzione del cioccolato. Il padre di Murrie, infatti, era il presidente della Hershey Chocolate, una delle maggiori aziende del settore all’epoca, e nacquero così le M&M’s. Classe 1941.

Qualche curiosità. Pare che nel corso della Seconda guerra mondiale le M&M’s ebbero un successo straordinario tra i soldati. Il punto di forza di questi confetti era per loro il fatto che il cioccolato si conservava senza sciogliersi. Non a caso, lo slogan in quel periodo era: “Vi si sciolgono in bocca, non in mano”. Dal 1980 le M&M’s sono vendute anche fuori dagli Stati Uniti e oggi sono disponibili in più di 100 Paesi.

I colori delle M&M’s

C’è un film, oramai un po’ vecchiotto, in cui un’innamorata Jennifer Lopez mangia M&M’s scartando tutte quelle di un colore diverso dal marrone. Alle sue spalle arriva l’uomo per cui si sta abbuffando di dolcetti e le chiede perché mangia solo quelle marroni. Beh, perché, come lui stesso le ha insegnato, il marrone è il colore naturale del cioccolato, quindi, è probabile che quelle marroni contengano meno sostanze artificiali rispetto alle altre. Un pensiero carino e salutista, ma che, se applicato alla lettera, ci farebbe sprecare veramente troppi confetti colorati. Le M&M’s, infatti, piacciono anche perché sono molto colorate. All’inizio c’erano marroni, gialle, verde, rosse e viola. In un secondo momento vennero eliminate quelle viola e furono, invece, introdotte le M&M’s color senape e poi negli anni Settanta furono introdotte anche quelle arancioni. Nel 1995, tuttavia, in seguito a un concorso tra i clienti, i confetti senape furono aboliti e vennero introdotti quelli blu.

Le M&M’s rosse, invece, hanno una storia tutta particolare e in un certo senso legata alla scenetta del film con la Lopez. Negli anni Settanta, infatti, si era diffuso il timore che un certo colorante rosso fosse cancerogeno. L’azienda produttrice delle M&M’s non usava quello specifico tipo di colorante, ma decise comunque di ritirare le M&M’s rosse dal mercato, per tranquillizzare i clienti. Già da allora, però, questi confettini colorati erano in un certo senso un fenomeno culturale tanto che uno studente dell’università del Tennessee, tale Paul Hethmon, fondò per gioco la “Società per la Restaurazione e la Preservazione delle M&M’s Rosse”.
Il gioco ottenne un grande successo e ampi spazi dedicati sui giornali nazionali americani tanto che nel 1987 la Mars decise di reintrodurre le M&M’s rosse.

Un’ultima chicca sui colori riguarda la M stampata sui confetti che, all’inizio nera, diventa bianca nel 1954.

Come sono le vere M&M’s?

Le originali M&M’s sono composte al loro interno da cioccolato al latte, prodotto dalla stessa Mars. Una volta realizzati i confetti di cioccolato, questi vengono messi in una centrifuga, dove vengono mischiati con lo zucchero che crea il guscio colorato. Il ritmo di produzione è di circa 2 miliardi di confetti di M&M’s negli stabilimenti Mars.

Un vero fenomeno, si sa, si crea anche attraverso apposite strategie di marketing come per esempio la trovata che la Mars ebbe nel 1995. In quell’anno, venne realizzata la M&M’s Color Campaign con la quale l’azienda diede ai partecipanti la possibilità di scegliere il colore di una nuova varietà di M&M’s tra viola, blu e rosa. Il blu ebbe la meglio e la società, per festeggiare, illuminò di blu l’Empire State Building.

A partire dal 1998, invece, la Mars ha iniziato a pubblicizzare le M&M’s come “il dolciume del nuovo millennio”. Per loro non era soltanto un’etichetta, ma sembrava quasi realtà grazie proprio alle due M del nome che è 2000 in numero romano.

E poi ci sono i confetti animati: quello rosso con dentro il cioccolato e quello giallo con la nocciolina. Queste mascotte sono apparse per la prima volta nelle pubblicità televisive nel 1995. Insomma comprate e mangiatele tutte!

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