Home News Cronaca Maxi sequestro nel palermitano

Maxi sequestro nel palermitano

949
CONDIVIDI

Ammonta a un miliardo e seicento milioni di euro il valore del maxi sequestro realizzato ai danni di Gaetano Virga e dei suoi familiari. L’imprenditore del settore calcestruzzi la cui azienda ha sede a Marineo – in provincia di Palermo -aveva presentato numerose denunce contro il racket delle estorsioni.

Trust, beni immobili e mobili registrati, rapporti bancari e imprese sono gli oggetti del maxi sequestro, un patrimonio intestato ai fratelli Carmelo Virga 66 anni, Vincenzo 78 anni, Anna 76 anni, Francesco 71 anni e Rosa 68 anni, tutti imprenditori originari della provincia di Palermo.

Il sequestro, chiesto dal direttore della DIA, Nunzio Antonio Ferla, è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo presieduta da Silvana Saguto. Le indagini patrimoniali, invece, sono state coordinate dal procuratore aggiunto Bernardo Petralia.

Secondo gli inquirenti, i Virga avrebbero beneficiato dell’appoggio di Cosa Nostra per l’aggiudicazione di lavori e di appalti pubblici nel settore dell’edilizia e sarebbero organici alla famiglia mafiosa di Marineo legata al mandamento di Corleone.

La famiglia è riuscita, nel tempo, a sviluppare e a imporre il loro gruppo di imprese anche attraverso il “metodo Siino”, che consiste nell’organizzazione di cartelli tra imprenditori per l’aggiudicazione pilotata degli appalti pubblici.

Le testimonianze di Gaetano Virga, però, avevano consentito di arrestare cinque persone ritenute capimafia ed esattori di Misilmeri. La stessa operazione di arresto portò, inoltre, allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Misilmeri.

Nel 2010, Stefano Polizzi, tra gli arrestati, avrebbe chiesto il pizzo proprio al cantiere edile di Virga minacciandolo con queste parole: “Ricordati che hai dei figli”.

Virga ha denunciato e da quel momento era diventato un simbolo. Uno degli imprenditori antiracket che aveva avuto il sostegno delle associazioni Addiopizzo, Libero Futuro e Fai.

 

CONDIVIDI