Home Varie Eventi A sessant’anni dalla prima incisione discografica, onorificenza a Fausto Cigliano

A sessant’anni dalla prima incisione discografica, onorificenza a Fausto Cigliano

Consegnato a Fausto Cigliano un importante riconoscimento per i sessant'anni di carriera nell'ambito musicale

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Fausto Cigliano, consegna dell'onorificenza

Si è svolta questo pomeriggio, nella sala della Giunta di Palazzo San Giacomo a Napoli, la cerimonia di consegna di una speciale onorificenza al Maestro Fausto Cigliano, in occasione del sessantesimo anniversario della sua prima incisione discografica.

Qual è il ricordo più bello che conserva di quel giorno?
“Un giorno ero a Genova sulla spiaggia, mi chiamò Carlo Alberto Rossi, il più grande autore di musica italiana. Mi convocò da lui e a partire da quel momento è iniziata la mia collaborazione con la Fonit Cetra.“

E’ più emozionato oggi o allora?
“E’ difficile ricordare sessant’anni fa come mi sentivo. Può darsi che ero emozionato anche allora. Certamente io che ero su una spiaggia e all’improvviso sono stato chiamato da Carlo Alberto, col quale ho collaborato per sei anni, è stato emozionante. Bello ieri, bellissimo oggi!”

Fausto Cigliano a Palazzo San GiacomoPresenti alla cerimonia il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, l’Assessore alla cultura Gaetano Daniele, e il giornalista e ricercatore universitario Michelangelo Jossa.
Ad inaugurare la cerimonia Michelangelo Jossa ricordando qualche momento della carriera del grande maestro Cigliano. Il suo esordio con la Fonit Cetra nel 1955, la sua partecipazione al Festival di Napoli nel 1957, le sue partecipazioni a varie edizioni del Festival di Sanremo a partire dal 1959, quando vince con la canzone “Sarrà chi sa” cantata insieme a Teddy Reno, fino al ’64 quando interpreta il brano “E se domani….” Una canzone prestata a Mina dovendo Fausto partire per il servizio militare. Un ricordo è andato anche alla sua partecipazione ai cosiddetti musicarelli, il più famoso tra questi “Cerasella” e alla partecipazione nel 2010 al film sulla canzone Napoletana, diretto da John Turturro, Passione dove Cigliano canta “Catarì” dinanzi ad uno dei più grandi capolavori del Caravaggio: Le sette opere di Misericordia.
”E’ il momento in cui Napoli incontra Fausto – dichiara Michelangelo Jossa – e Fausto incontra Napoli”.
E dopo il ricordo è arrivata la canzone. Fausto ha allietato tutti i presenti con una bellissima interpretazione di “E se domani…”. Pochi versi che hanno suscitato nei presenti una forte emozione, quella di ascoltare un grande interprete della musica classica napoletana dal vivo.

A prendere poi la parola è stato l’assessore Gaetano Daniele. “Siamo qui a festeggiare i sessant’anni non di carriera ma di attività discografica di Fausto Cigliano, per testimoniare la riconoscenza e l’ammirazione di tutta la città di Napoli e dei napoletani a cui lei ha dato tanto con le sue canzoni. Per me Fausto Cigliano è non il Caravaggio ma il Michelangelo della canzone napoletana perché io penso che ogni nota della sua chitarra e ogni pezzo interpretato dalla sua voce raggiungono equilibrio ed armonia attraverso un rigoroso lavoro di sfrondamento di ogni fronzolo. Ognuna delle note che lei suona e canta è come un colpo secco di scalpello che leva l’inessenziale dalla musica e dal cantare. Lei è possessore di quel virtuosismo tecnico che si approssima alla perfezione però non si compiace né si esibisce nella ridondanza, ma si mette a servizio della più rigorosa delle esecuzioni. Una dimostrazione appunto di studio, rigore, esercizio che va vista in compagnia di un altro grande musicista come Ganci ad offrirci livelli altissimi della tradizione classica della canzone napoletana, che per me è la musica più bella del mondo. Cigliano ha scolpito nei cuori di tantissime persone nel mondo qualcosa che non è soggetto ad una moda che dura solo per un certo tempo e poi si spegne , ma qualcosa di indelebile nel tempo, dandoci una prestigiosa interpretazione della nostra canzone che resterà nell’animo di tutti coloro che amano la musica, e facendo questo lei impone a tutti di mantenere un livello molto alto della professionalità quando si fa canzone classica napoletana“.

E per ultimo il sindaco De Magistris: “La musica del maestro è eterna. Del termine maestro certe volte si abusa ma non in questo caso. Sessant’anni di arte, di musica, da cantautore, durante i quali ha portato la musica napoletana nel mondo ci fa pensare che possiamo usare, in questo caso, in modo appropriato, il termine di ‘Maestro’. In questi quattro anni da sindaco, andando fuori Napoli, e vedendo la nostra musica oltre i confini, mi sono reso conto di quanto sia potente la musica napoletana. Noi dobbiamo fare di più: avere la capacità di preservare, conservare, valorizzare ed evitare che si possa contaminare in senso negativo l’essenza della musica napoletana. Noi siamo un’amministrazione favorevole alle contaminazioni, ma con una contaminazione negativa c’è il rischio che la vera essenza, la vera forza della musica napoletana possa diventare volgare, non più fatta di quella sensibilità musicale propria della vera musica napoletana, incarnata dal Maestro Murolo, dal Maestro Cigliano e da pochi altri. Bisogna preservare la musica napoletana e raccontarla sempre di più.”

Emozionante per tutti ma per il maestro ancora di più, il momento della consegna della targa ad un grande autore che ha reso con la sua voce e la sua chitarra la musica classica napoletana famosa in tutto il mondo. Congratulazioni Maestro Cigliano!