Home Arte Andy Warhol – a Genova la mostra del massimo esponente della pop-art

Andy Warhol – a Genova la mostra del massimo esponente della pop-art

Fino al 26 febbraio in mostra a Genova le opere di Andy Warhol, padre della pop-art. 170 tra ritratti, serigrafie, foto e disegni dell’eclettico artista americano

1171
CONDIVIDI
La mostra Andy Warhol Pop Society - Palazzo Ducale di Genova 21 ottobre 2016 – 26 febbraio 2017
La mostra Andy Warhol Pop Society - Palazzo Ducale di Genova 21 ottobre 2016 – 26 febbraio 2017

Andy Warhol è sempre stato un personaggio discusso. Amato e contestato, incarna uno degli artisti più produttivi e poliedrici del XX secolo.

Il 26 febbraio 2017 si concluderà a Genova, a Palazzo Ducale, il percorso espositivo delle sue realizzazioni, cominciato il 21 ottobre del 2016. La mostra, nata per celebrare il 30° anniversario dalla sua morte, il 22 febbraio 1987 a Manhattan, dà la possibilità di visionare gran parte dei suoi lavori.
La mostra curata a Genova da Luca Beatrice è suddivisa in 6 tematiche. Il colore predominante è l’argento e, a detta dello stesso responsabile, si articola in modo imprevedibile e originale, proprio come chi in essa viene celebrato ed i giorni indicativi per visitarla sono il lunedì dalle 14,30 alle 19,00, il venerdì dalle 9,00 alle 22,00 e gli altri giorni dalle 9,00 alle 19,00.

Andy Warhol, nato Andrew Warhola Jr., pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, attore, sceneggiatore, nasce a Pittsburgh in Pennsylvania il 6 agosto del 1928. Come grafico pubblicitario collaborò con testate importanti quali Vogue e Harper’s Bazar. Realizzò poi dipinti che ritraevano eroi dei fumetti e prodotti pubblicitari, come ad esempio Superman o la Coca Cola. Passa attraverso la fase dell’elaborazione della morte creando il quadro sul Vesuvio, il teschio o la sedia elettrica. Dopo il suicidio di Marilyn compone il quadrittico a lei dedicato, ammirato e imitato come solo le icone possono essere. Fonda la Factory, un laboratorio di idee, dove emergono e collaborano altri artisti, tra i quali Basquiat e la nostra Loredana Bertè, la quale giunta in America per la registrazione del disco “Made in Italy”, aveva fatto parte per un po’ dell’entourage di Warhol, che per le doti culinarie della signora in questione, l’aveva soprannominata “Pasta Queen”.
Andy collabora con musicisti come Lou Reed ed i Velvet Underground, di cui realizza la copertina del disco che aiuta a produrre. Ricordate la banana gialla? Nel 1968 ad opera di una folle subisce un attentato, due giorni dopo la morte di Kennedy, di cui c’è testimonianza visiva grazie alle foto di Richard Avedon.  La sua opera non si ferma però. Continua ad eseguire ritratti e pubblica anche un libro “La filosofia”. Citiamo anche le sue produzioni cinematografiche quali “Chelsea Girs”, “Sleep”, “Empire”, “Blow Job” e “Cowboy solitari”, tutte pellicole molto peculiari nel loro genere. Attraverso l’utilizzo della serigrafia crea delle vere immagini di culto quali le latte Campbell. Warhol ebbe modo di esporre in molte città europee tra le quali Monaco, Berlino e Vienna, e si dedicò anche alla rivisitazione di alcune opere dei grandi maestri come la sua “The Last Supper” o “Ultima Cena”. Strano per uno come lui andarsene in modo così banale, senza colpi di scena. Morì a seguito di un post-intervento alla cistifellea.

Nel 1988 diecimila oggetti vennero venduti da Sotheby per finanziare la Andy Warhol Foundation. La sua produzione era orientata nel mettere in scena il gusto del transitorio; cercava di trasmettere quel senso di convenzionalità e fugacità dell’esistenza attraverso gli aspetti che la compongono e che si prestano alla sublimazione di ciò che ci attornia nel mondo.

La pop-art è un movimento che celebra le metamorfosi dell’arte, la meschinità del consumismo e al tempo stesso la sua influenza.