Home Sport Calciomercato Insigne, Keita e Gabbiadini. Quale futuro per il Napoli

Insigne, Keita e Gabbiadini. Quale futuro per il Napoli

I rumors del calciomercato spengono l'entusiasmo dei tifosi. Su Insigne gli occhi del Milan. Il Napoli pensa a Keita ma la Juve disturba. E Gabbiadini ...

1274
CONDIVIDI
Calciomercato, pallone da calcio
Calciomercato, pallone da calcio

Le indiscrezioni sul calciomercato di queste ultime ore stanno mettendo un freno al clima di entusiasmo che aleggiava tra i supporters del Napoli per gli ottimi risultati sportivi ottenuti nelle ultime settimane.
Lorenzo Insigne non ha ancora trovato un accordo con la Società e il mancato rinnovo del contratto lo inserisce a pieno titolo tra i nomi caldi del calciomercato della sessione estiva. I rumors indicano il Milan come la squadra che ha posato gli occhi sul suo cartellino e sembra che la società rossonera sia pronta a trattare con Aurelio de Laurentiis per la sua cessione. Tutto dipenderà da Insigne che dovrà decidere a breve termine se restare al Napoli oppure continuare la sua esperienza calcistica con un’altra società. Resta di fatto che nell’attesa il Napoli si sta già guardando intorno.
E pare che la sua attenzione sia stata attirata dall’attaccante della Lazio Diaio Keita Baldè, il giovane senegalese sul quale, dicono, anche la Juventus sembra abbia fatto un pensierino.
In bilico anche la cessione di Manolo Gabbiadini al Southampton. Dall’Inghilterra giungono voci secondo le quali tutto sia stato stabilito ma l’intermediario nega e, anzi, aggiunge che la situazione sembra alquanto complicata poiché “De Laurentiis non scende al di sotto dei venticinque milioni di euro mentre la società inglese si è attestata sui sedici milioni“.
Vista la differenza tra domanda e offerta, l’accordo sembra alquanto lontano da venire … sempre che De Laurentiis non decida di scendere al di sotto della cifra richiesta, anche se secondo Vincenzo Morabito la valutazione che il Napoli fa di Gabbiadini è giusta. Per questa ragione pensiamo che la trattativa si concluda con un nulla di fatto, nell’attesa della sessione di giugno, quando le società sono piú propense ad investire.