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Certificazione Unica 2017 invio telematico entro il 7 marzo

La Certificazione Unica 2017 è da inviare telematicamente entro il 7 marzo, ma la sanzione è ridotta se la CU 2017 è trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza

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Certificazione Unica 2017 – La Certificazione Unica, nata sulle ceneri del vecchio CUD, ha assunto, nel corso del tempo, un’importanza sempre maggiore ai fini tributari, per la complessità e l’enorme numero di dati che confluiscono in essa.

Dati da inserire nella Certificazione Unica 2017

Nella Certificazione Unica 2017 (CU 2017) sono riportati: i redditi di lavoro dipendente, equiparati e assimilati, corrisposti nel 2016, assoggettati a tassazione ordinaria, a tassazione separata (arretrati di anni precedenti, indennità di fine rapporto di lavoro dipendente), ad imposta sostitutiva e a ritenuta a titolo d’imposta; i redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi; le provvigioni per prestazioni, anche occasionali, riguardanti rapporti di agenzia, di mediazione, di rappresentanza, di commissione; provvigioni relative a vendite a domicilio; corrispettivi erogati per prestazioni riguardanti contratti d’appalto nei condomini; le somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi; le somme corrisposte a titolo di indennità di esproprio; altre indennità e interessi; le ritenute d’acconto operate.

Invio telematico della Certificazione Unica 2017

La Certificazione Unica 2017 (CU 2017), relativa al periodo d’imposta 2016, deve essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate, entro il 7 marzo 2017, dai datori di lavoro, sostituti d’imposta e dagli enti pubblici o privati che erogano trattamenti pensionistici.

La Certificazione Unica 2017 (CU 2017) deve essere consegnata in duplice copia al contribuente (dipendente, pensionato, percettore di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, percettore di redditi di lavoro autonomo, ecc.) dai datori di lavoro, dai sostituti d’imposta e dagli enti pubblici o privati che erogano trattamenti pensionistici, entro il 31 marzo 2017 e non più, come l’anno scorso, entro il 28 febbraio. Bisogna dire che è facoltà del sostituto d’imposta trasmettere al contribuente la certificazione in formato elettronico. Tuttavia, tale modalità di consegna potrà essere utilizzata solo nei confronti di quanti siano dotati degli strumenti necessari per ricevere e stampare la certificazione rilasciata per via elettronica. Dunque, il sostituto d’imposta ha l’onere di accertarsi che ciascun soggetto si trovi nelle condizioni di ricevere per via elettronica la certificazione, provvedendo, diversamente, alla consegna in forma cartacea.

Sanzioni pesanti per l’invio telematico della Certificazione Unica 2017 oltre la scadenza

La Certificazione Unica 2017 (CU 2017) trasmessa oltre il termine di scadenza del 7 marzo 2017 sarà considerata omessa con applicazione di pesanti sanzioni amministrative. Infatti, per ogni certificazione omessa, tardiva o errata è prevista una sanzione di 100 euro.
In materia di certificazione unica non si può ricorrere al cosiddetto ravvedimento operoso. Tuttavia, la normativa prevede una riduzione delle sanzioni a un terzo, se la certificazione unica (CU 2017) risulta correttamente trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza del 7 marzo 2017. Pertanto, si pagherebbero 33,33 euro per ogni singola certificazione, fino a un massimo di 20.000 euro per sostituto d’imposta.

Non possiamo non sottolineare che le sanzioni si possono evitare solo nel caso in cui il datore di lavoro o sostituto d’imposta, nel termine massimo del 12 marzo 2017, procede alla sostituzione o all’annullamento di una certificazione unica (CU 2017) da lui trasmessa entro il 7 marzo 2017.