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L’olio di palma non è pericoloso

Un report pubblicato su “International Journal of Food Sciences and Nutrition” scagiona l’olio di palma: è pericoloso al pari di altri oli o grassi saturi

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Semi di palma

E’ stato additato come il prodotto più pericoloso mai esistito e gli sono state addebitate le peggiori proprietà e le più infime peculiarità.  E’ stato demonizzato e aborrito al punto da spingere le grandi industrie produttrici di generi alimentari a escluderlo dagli ingredienti per la preparazione dei loro prodotti, segnalandolo a caratteri cubitali sulle confezioni. Stiamo parlando dell’olio di palma, l’olio vegetale ricavato dal frutto o dai semi della palma e che dalla seconda metà del XX secolo ha trovato un larghissimo uso nell’ industria alimentare.

Ebbene, come riportato dall’ agenzia ANSA, un recente report pubblicato sull’  “International Journal of Food Sciences and Nutrition” scagionerebbe il  prodotto, conferendogli la dovuta dignità e riassegnandogli le sue vere proprietà, riportando su basi scientifiche ciò che aveva assunto le dimensioni di una vera leggenda metropolitana.

Secondo lo studio pubblicato il 31 gennaio di quest’anno e sottoscritto da ben 24 esperti italiani, 16 dei quali rappresentano società scientifiche nazionali, il tanto bistrattato olio di palma non fa male se consumato in dosi moderate. E’ ricco di acidi grassi saturi e gli effetti sulla salute sono da considerarsi alla stregua degli altri oli o grassi saturi  propri come il burro e l’olio di cocco.

La criminalizzazione dell’olio di palma, secondo gli esperti, sarebbe dovuta ad una cattiva informazione, lasciata incontrollata e soprattutto diffusa attraverso canali non debitamente vigilati come quello del web. Ciò avrebbe condizionato in modo incisivo le scelte dei consumatori inducendo così le grandi aziende a sostituire l’ingrediente. Scelta che, come un cane che si morde la coda,  non ha fatto altro che alimentare la convinzione della veridicità delle informazioni veicolate dal web.

In questo contesto – ha affermato Andrea Poli, presidente della Nutrition Foundation of Italyla nostra società  ha coordinato una giornata di studio coi rappresentanti delle Società Scientifiche interessate ai risvolti medici e nutrizionali. Il report raccoglie le conoscenze attuali, basate sull’evidenza“.

E queste conoscenze basate sull’evidenza, di cui parla Poli, affermano che la pericolosità dell’olio di palma è da considerarsi al pari di quella di altri oli o grassi saturi.

I dati pubblicati dalla rivista scientifica non forniscono correlazioni tra l’uso di olio di palma e l’insorgenza di rischio cardiovascolare in modo diverso da altri grassi con simile composizione. La convinzione secondo la quale un prodotto senza olio di palma sia da considerare “come intrinsecamente migliore rispetto a un prodotto con olio di palma non è corretto“. Infatti la sua sostituzione con grassi similari induce la possibilità di insorgenza di altre patologie. Ad esempio l’uso di grassi animali tende ad accrescere il colesterolo Ldl e i grassi contenuti nelle margarine e negli oli vegetali parzialmente idrogenati sono risultati molto dannosi per la salute. Inoltre, dal punto di vista commerciale, gli oli di girasole e di oliva, per il loro sapore troppo marcato, altererebbero il carattere del prodotto stesso.

Inoltre un importante fondamento contenuto nella relazione dell’ “International Journal of Food Sciences and Nutrition” mette a tacere tutte quelle voci che per prime hanno indotto i consumatori a evitare prodotti contenenti olio di palma. Il report rileva infatti che, nell’ambito di una dieta equilibrata, non risultano dati epidemiologici sulla possibile relazione tra consumo di olio di palma e rischio di cancro.

Lo studio aggiunge inoltre che il consumo giornaliero di alimenti ad alto contenuto di grassi  saturi da olio di palma è pari a 3,09 g per gli adulti e a 4,78 g per i bambini e sottolinea che non vi sono dati che indichino che questo livello di consumo di olio di palma sia di per sé dannoso. Resta però l’indicazione per cui va limitato, in generale, il consumo di grassi saturi per cui occorre fare attenzione non solo all’ olio di palma ma anche ad olio di oliva, formaggi e carni lavorate.