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Santa Maria Antiqua e la pittura bizantina nell’Italia altomedievale

Santa Maria Antiqua è da molti considerata la “cappella Sistina” dell’VIII secolo per il suo spettacolare ciclo di affreschi, nel cuore del Foro romano: stasera in tv

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Affresco bizantino nella chiesa di Santa Maria Antiqua
Affresco bizantino nella chiesa di Santa Maria Antiqua

Santa Maria Antiqua e la pittura bizantina nell’Italia altomedievale sono al centro del nuovo appuntamento con ‘ITALIA. VIAGGIO NELLA BELLEZZA’ stasera in tv su Rai Storia.

Come si legge sul sito dei beni culturali (www .beniculturali.it) Santa Maria Antiqua fondata, alla metà del VI secolo alle pendici nordoccidentali del Palatino, è il più antico e il più importante monumento cristiano del Foro Romano. La chiesa costituisce un elemento chiave per la comprensione dello sviluppo culturale ed urbano del Foro nei primi secoli del Medioevo.
Santa Maria Antiqua è uno degli esempi più significativi dell’adattamento e della rifunzionalizzazione di un edificio pagano preesistente. Sulle sue pareti si conserva un’eccezionale raccolta di dipinti murali (circa 250 metri quadri), che vanno dal periodo di fondazione fino al secolo VIII.
Sono testimonianze uniche, a Roma e al mondo, per la conoscenza dello sviluppo dell’arte altomedievale e bizantina. Infatti, quasi la totalità del patrimonio pittorico coevo, esistente nell’Impero Bizantino, andò distrutto durante l’Iconoclastia.
Nel IX secolo Santa Maria Antiqua venne abbandonata e rimase sigillata sotto i crolli del terremoto dell’847 D.C. per più di 1000 anni, fino alla sua riscoperta con gli scavi di Giacomo Boni nel 1900. Le sue particolari vicende storiche fanno di questo monumento una testimonianza unica, che ci permette di riconoscere ancora l’originale impianto architettonico e di assaporare l’atmosfera e la semplicità di una chiesa dei primi secoli del Cristianesimo.

Santa Maria Antiqua è una chiesa altomedievale da molti considerata la “cappella Sistina” dell’VIII secolo per il suo spettacolare ciclo di affreschi, nel cuore del Foro romano.
È Santa Maria Antiqua, raccontata dal documentario firmato da Eugenio Farioli Vecchioli e Maura Calefati, per la regia di Marzia Marzolla per “Italia. Viaggio nella Bellezza”, in onda stasera in tv lunedì 13 febbraio alle 22.10 su Rai Storia.
Le sue pitture raccontano una Roma inedita al grande pubblico: una città pienamente orientalizzata, con i suoi papi greci e palestinesi. Pontefici come Giovanni VII (650 d.C. – 707 d.C.) che si affida ai migliori pittori provenienti da Bisanzio per trasformare questa Santa Maria Antiqua nella chiesa più orientale di tutta Roma.
Nei secoli della temperie iconoclasta, quando nell’Oriente cristiano di lingua greca le icone e le immagini sacre sono bandite, questa piccolo edificio intitolato alla Vergine ai piedi del Palatino, accoglie le più belle espressioni delle pittura bizantina. Un linguaggio pittorico che ritroviamo anche in territori dell’Italia che ormai sono sotto il controllo dei Longobardi: all’interno dello splendilo Tempietto del Clitunno, vicino Spoleto, nella lontana Cividale del Friuli, e nella suggestiva chiesetta di Santa Maria foris portas a Castelseprio, nel Varesotto. Una chiesa che ospita i più straordinari e inaspettati affreschi bizantini di tutto l’Occidente. Un viaggio fra i capolavori realizzati da una “mano greca” nell’arte altomedievale dell’Occidentale latino.

Santa Maria Antiqua un po’ di storia – La chiesa di Santa Maria Antiqua, situata alle pendici nord-occidentali del Palatino, fu costruita riutilizzando le strutture laterizie di un vasto complesso architettonico del periodo dell’imperatore Domiziano (81-96), probabilmente un vestibolo monumentale dei palazzi imperiali, ad essi collegato con una rampa coperta tuttora esistente. La pianta dell’edificio preesistente si prestava perfettamente all’adattamento a questa nuova funzione. L’originario quadriportico fu trasformato in tre navate e lo spazioso locale di fondo diventò il presbiterio, che solo in un secondo momento fu completato con l’abside, ricavata nello spessore del muro romano.
Santa Maria Antiqua è stata consacrata nel corso del secolo VI d.C. e venne poi, nell’arco di circa tre secoli, decorata con estesi cicli pittorici. Molte di queste pitture sono tuttora conservate (circa 250 metri quadri) e sono documenti unici per lo sviluppo dell’arte altomedievale a Roma ed altrove. Estesi frammenti di pittura dello stesso periodo esistono nel cosiddetto Oratorio dei XL Martiri, un ambiente adiacente che fa parte dello stesso complesso religioso.

Molti degli intonaci dipinti sono caratterizzati da un’altissima percentuale di legante (calce) e dalla presenza di fibre vegetali (paglia o pula di grano) nell’impasto. Questa particolare composizione conferma la tradizione bizantina o addirittura una provenienza orientale di maestranze impegnate nella decorazione della chiesa.

Oltre agli intonaci altomedioevali sono conservati estesi residui di malte di allettamento di una decorazione parietale in Opus Sectile, di resti di una decorazione musiva e di altri intonaci, parzialmente con tracce di colore, che documentano la fase pagana dell’edificio.

Gli ultimi dipinti furono eseguiti sotto Papa Adriano I (772-795). Nell’847, durante un terremoto, il sito venne fortemente danneggiato da porzioni di muro crollate dal Palatino. La chiesa venne abbandonata e rifondata vicino al tempio di Venere e Roma come Santa Maria Nova. Solamente l’atrio rimase in uso per qualche secolo come Cappella di S. Antonio.

Appuntamento quindi da non perdere stasera in tv su Rai Storia.