Home Arte Mostra e Eventi “Steno, l’arte di far ridere” mostra omaggio a Stefano Vanzina

“Steno, l’arte di far ridere” mostra omaggio a Stefano Vanzina

“Steno, l’arte di far ridere”, omaggio al regista Stefano Vanzina con una bella mostra alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma

1502
CONDIVIDI

“Steno, l’arte di far ridere. C’era una volta l’Italia di Steno. E c’è ancora”: a Roma la mostra per il centenario dalla nascita del grande regista romano.

In collaborazione con CityFest e patrocinata dalla Regione Lazio, il percorso si articolerà mediante l’esposizione di documenti che provengono da Rai Teche, dallo Studio EL di Cinecittà, dall’Istituto Luce e dal Centro Cinema Città di Cesena.

Dall’11 aprile al 5 giugno 2017, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, verrà ospitata una mostra per ricordare l’opera del grande maestro Stefano Vanzina dal titolo “Steno, l’arte di far ridere. C’era una volta l’Italia di Steno. E c’è ancora”.
Molte le documentazioni anche inedite fornite dalla famiglia, nello specifico dai figli, Enrico e Carlo Vanzina, anch’essi noti registi.
Attraverso il lavoro di Steno, viene raccontata la storia di un’Italia che muta vista con acuta ironia. Saranno esposti audiovisivi, fotografie, oggetti ed anche una raccolta di ritagli, vignette e appunti chiamata “Diario futile”, realizzata da Steno tra il 1941 ed il 1943, in riferimento al periodo bellico e al fascismo, sempre in forma demitizzante.
La mostra curata da Marco Dionisi e Nevio De Pascalis è un omaggio per ricordare i cento anni dalla nascita di uno dei padri della “commedia all’italiana”. Nato a Roma nel 1917, Stefano Vanzina, in arte Steno, è stato un fecondo sceneggiatore e poliforme regista. Entra negli anni Trenta al Centro Sperimentale di Cinematografia e si avvarrà del suo pseudonimo scegliendolo in ricordo della scrittrice Flavia Steno.
Scrisse per il “Marc’Aurelio”, giornale pungente dell’epoca, per il quale collaborò anche Fellini ed il suo esordio alla regia è del 1949, con “Al diavolo la celebrità”, la cui sceneggiatura fu scritta insieme a Mario Monicelli, che con Steno sarà collaborerà altre otto volte.
Settanta le commedie da lui dirette in mezzo secolo di carriera, molti i titoli indimenticabili tra i quali “Un americano a Roma”, con un indimenticabile Alberto Sordi, “Totò a Colori”, “Totò Diabolicus”, “I due colonnelli”, alcuni dei titoli col principe della risata Antonio De Curtis, in arte Totò, “Dorellik” con Johnny Dorelli, la serie “Piedone” con Bud Spencer, “Febbre da cavallo” con Enrico Montesano e Gigi Proietti, altro cult, negli ultimi anni ripreso e rimaneggiato ma con meno fortuna dai figli di Steno, Enrico e Carlo Vanzina, col nome di “La Mandrakata”, “La patata bollente” con Renato Pozzetto ed un inedito Massimo Ranieri nella parte di un gay, che con grande delicatezza interpretò un ruolo per lui anomalo. Una nota merita “La polizia ringrazia” con un bravissimo Enrico Maria Salerno, pellicola di fine anni Settanta sul genere poliziesco.
Ancora altri nomi da citare tra gli attori comici che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui: Vianello, Buzzanca, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Rascel, Fabrizi, Villaggio.
Dal dopoguerra in poi, con un occhio non cinico, ma realistico e sardonico, Steno, che ci ha lasciati il 18 marzo del 1988 a Roma, ha narrato le mille sfaccettature del nostro Belpaese, con i suoi vizi e le sue virtù, non dimenticando mai di essere figlio di questa Italia, madre e matrigna assieme.