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Visita gratis il Parco archeologico di Velia

Nell'ambito dell'iniziativa musei gratis per tutti la prima domenica di ogni mese, buona idea approfittare per visitare il bel Parco archeologico di Velia

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Teatro - Parco archeologico di Velia
Teatro - Parco archeologico di Velia

Come ogni prima domenica del mese, i musei e le aree archeologiche statali sono visitabili gratuitamente: anche ad Ascea (SA), quindi, al Parco archeologico di Velia, domenica 5 febbraio 2017, si entrerà gratis.
La bella notizia segue l’applicazione della norma del decreto Franceschini, in vigore dal primo luglio 2014, che stabilisce che ogni prima domenica del mese i visitatori non dovranno pagare il biglietto di ingresso per visitare musei, monumenti, scavi archeologici, gallerie, parchi e giardini monumentali dello Stato.
Musei gratis: motivo in più per andare alla scoperta dell’antica città di Elea – Velia, culla della celebre Scuola eleatica e patria dei filosofi Parmenide e Zenone e, tempo permettendo, perché no, cimentarsi in una bella passeggiata archeo-naturalistica nel Parco di Velia lungo la cinta muraria, alla scoperta del Crinale degli Dei.
Il Parco archeologico di Velia, gestito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino diretta da Francesca Casule, domenica 5 febbraio 2017, resterà aperto al pubblico dalle 9.00 fino a un’ora prima del tramonto.

Visita al Parco archeologico di Velia – Il percorso di visita si snoda dalla parte bassa della città antica (c.d. Quartiere Meridionale) occupata dalla necropoli di età romana, dal fronte delle mura e, all’interno di esse, dai complessi abitativi di età ellenistica e romana. Imboccando una stradina che devia sul lato destro si raggiunge la masseria Cobellis che insiste sui resti visibili di un edificio pubblico di età imperiale. All’interno della Masseria è allestito un piccolo antiquarium su due livelli dove sono esposti i modelli delle ricostruzioni dei principali monumenti della città e i reperti più rappresentativi del sottostante edificio di età imperiale. Ritornando indietro verso i quartieri di età ellenistica e risalendo lungo la strada antica si costeggia un edificio termale di età imperiale e continuando la salita a destra si trova la c.d. Agorà, probabilmente un ginnasio o un santuario dedicato al dio Asclepio e infine si arriva alla monumentale Porta Rosa (fine IV -­ inizi III sec. a.C.). Ridiscendendo la via di Porta Rosa, invece, si imbocca sulla destra il sentiero moderno che conduce al promontorio dell’Acropoli, dove si conservano le abitazioni dei coloni focei (VI sec. a. C.), il teatro e i resti di un tempio. Sono presenti inoltre strutture relative alla costruzione di un castello, tra cui la torre di età angioina che costituisce il punto di riferimento visivo per tutta l’area del golfo di Casal Velino. Nella zona  sono allestite due sedi espositive: la Capella Palatina (dedicata a San Quirino) e la chiesa di S. Maria che ospitano le raccolte dei materiali archeologici più significativi delle diverse fasi di vita della città.

Un po’ di storia – Il Parco archeologico di Velia coincide con il sito dell’antica colonia di Elea, fondata da coloni greci provenienti da Focea, in Asia Minore, intorno al 540 a. C.; Velia” è il nome romano della città. Il nome Elea deriva dal nome dalla sorgente locale Hyele.
Posta sul promontorio che anticamente si protendeva sul mare e che oggi separa la piana dell’Alento da quella di Ascea, la città di Velia è ben riconoscibile nel circuito delle sue mura e nei principali monumenti, oggi visibili per la maggior parte nei rifacimenti subiti in età romana.
L’area del Parco, tutta visitabile, è di circa dieci ettari, e corrisponde a solo una parte dell’antico spazio urbano, di circa novanta ettari. Negli anni ’60 del ‘900 è stata avviata un’intensa attività di ricerca e di esplorazione dell’area che ha portato alla definizione del tessuto urbanistico all’interno della cinta muraria. Da allora il lavoro di ricerca e valorizzazione viene svolto con continuità grazie anche al finanziamento nel 1996 di uno “Studio di fattibilità per il restauro, il riuso e la valorizzazione del Parco Archeologico”.
Nell’ottica di valorizzazione l’area archeologica di Elea -­ Velia è riconosciuta tra i Grandi Attrattori culturali della Regione Campania.