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Oggi la Chiesa cattolica celebra San Gennaro

San Gennaro, vescovo e martire, è il patrono della città di Napoli

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Statua di San Gennaro a Napoli

Oggi la Chiesa cattolica celebra San Gennaro, vescovo e martire cristiano e patrono della città di Napoli. Sulla sua nascita non si hanno notizie certe ma si pensa sia nato a Benevento o forse nella stessa Napoli verso l’anno 272, nel cui Duomo sono custodite le sue ossa e due antichissime ampolle che, secondo la leggenda, contengono il presunto sangue del santo raccolto da una donna pia di nome Eusebia subito dopo il martirio.
San Gennaro è celebrato tre volte l’anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre ed il 16 dicembre; giorni importanti per il popolo partenopeo in quanto in essi si può assistere al fenomeno della liquefazione del suo sangue. La prima manifestazione del miracolo risale al 17 agosto 1389. Dunque, grande attesa anche oggi nel magnifico Duomo della città dove tanti turisti e fedeli sono accorsi per assistere all’ennesimo miracolo.

Statua di San Gennaro

La storia del martirio di San Gennaro

San Gennaro, patrono della città dopo averla salvata da pestilenze ed eruzioni del Vesuvio, fu martirizzato sotto Dioclezano.

Nel periodo in cui era vescovo di Benevento si recò insieme al lettore Desiderio e al diacono Festo in visita ai fedeli a Pozzuoli. Dopo l’arresto del diacono di Miseno, Sossio, per ordine del persecutore Dragonzio, governatore della Campania, Gennaro, Festo e Desiderio si recarono in visita dal prigioniero ma furono anch’essi arrestati perché professavano la religione cristiana. La loro condanna fu quella di essere sbranati dai leoni nell’anfiteatro di Pozzuoli.

Il giorno dopo, poiché il popolo dimostrava simpatia verso i condannati, per evitare disordini, si decise di sospendere la condanna. Secondo la tradizione invece, il supplizio non avvenne perché le fiere si sarebbero inginocchiate al cospetto dei condannati, dopo una benedizione fatta da Gennaro; Dragonzio comandò allora che Gennaro e i suoi compagni venissero decapitati. Condotti nei pressi dell’attuale Solfatara di Pozzuoli, furono decapitati nell’anno 305.