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Aula protetta per le audizioni delle vittime di violenze e fasce deboli

Spazio riservato per raccontare gli abusi le violenze e le vessazioni subite, l'aula protetta consente di raccogliere le testimonianze in “live” senza entrate in contatto diretto con le vittime e quindi evitando ulteriori possibili traumi

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fiamma Carabinieri

Donne, bambini minori e tutte le vittime di situazioni di violenza di genere avranno una Aula protetta, un aiuto per riconquistare dignità e serenità perdute. Uno spazio riservato nel quale potranno raccontare gli abusi le violenze e le vessazioni subite, in un ambiente sereno armonico ed accogliente.
Oggi, alle 12.30, questa speciale aula, nata dalla volontà del Presidente del Tribunale di Avellino, del Procuratore della Repubblica di Avellino e dell’Arma dei Carabinieri, verrà inaugurata al Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino. Nel corso dell’inaugurazione si terrà un convegno sul tema.

La stanza, realizzata grazie al contributo della Camera di Commercio, di Confindustria e dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, sarà a disposizione di tutte le altre FF.OO. ed è dotata di impianto di videoregistrazione per le audizioni protette delle vittime vulnerabili e fasce deboli, da utilizzare ai fini processuali che consente ai magistrati ed alle parti di raccogliere le testimonianze in “live” senza entrate in contatto diretto con le vittime e quindi evitando ulteriori possibili traumi, assicurando un clima sereno ed accogliente.
Si tratta di locali (dotati di mobilio, tende, accessori ed arredamento di fattura diversa da quello normalmente utilizzato in uffici pubblici) dove le vittime troveranno un’accoglienza confortevole e rassicurante, rispettosa del momento faticoso che segue la coraggiosa scelta di raccontare le violenze subite, onde evitare ulteriori stress e sofferenze ed agevolare anche il momento della denuncia.

Stalking, violenze sessuali, maltrattamenti in famiglia, nei confronti di donne e minori, rappresentano uno spaccato sulle quali da tempo forze dell’ordine, magistratura e associazioni hanno deciso quindi di fare rete e attivarsi per arginare questo tipo di fenomeni violenti.
L’iniziativa si inserisce anche nel progetto nazionale del Comando Generale dell’Arma “Una stanza tutta per sé” (dall’omonimo saggio della scrittrice britannica Virginia Woolf, che parlava della condizione della donna agli inizi del XX secolo) ormai operativo da alcuni anni. Ad oggi infatti presso i Comandi Carabinieri sono oltre 100 le stanze realizzate su tutto il territorio Italiano.

Gli ambienti saranno utilizzati anche dal personale della sezione specializzata per l’audizione delle vittime di violenze di genere e minori (con la prevista presenza di assistenti sociali e psicologi) e dal personale dei Reparti e delle Stazioni dipendenti, sin dalla fase iniziale delle investigazioni (formalizzazione delle denunce – escussioni). Tutto ciò, al fine di raccogliere, nella massima riservatezza ed in un ambiente non promiscuo agli uffici di ricezione del pubblico della Caserma, le denunce di minori e/o di donne vittime di reati violenti o contro la famiglia, spesso accompagnate da figli minori, assistenti e parenti, che analogamente necessitano di essere accolti in “spazi protetti”.