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Sessismo e femminismo oggi in tv: chi sono le femministe del nuovo millennio?

A Generazione Giovani si parla della donna: l’ immagine della donna è sempre più mercificata, dove sono finite le femministe? Chi sono, cosa vogliono e cosa predicano le femministe del nuovo millennio

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Milo Infante conduce Generazione Giovani
Milo Infante conduce Generazione Giovani

Oggi in tv si parla di sessismo e femminismo: i 20 ragazzi del programma tv Generazione Giovani, guidati da Milo Infante, con l’aiuto di esperti e la collaborazione di Skuola.net, si confrontano su sessismo (parola più ricercata su Google nel 2018) e ruolo della donna nella nostra società.
Dal vocabolario Treccani: sessismo s. m. – Termine coniato nell’ambito dei movimenti femministi degli anni Sessanta del Novecento per indicare l’atteggiamento di chi (uomo o donna) tende a giustificare, promuovere o difendere l’idea dell’inferiorità del sesso femminile rispetto a quello maschile e la conseguente discriminazione operata nei confronti delle donne in campo sociopolitico, culturale, professionale, o semplicemente interpersonale.

Appuntamento quindi con Generazione Giovani su Rai2 alle 10.00

L’immagine della donna è sempre più mercificata.
Dove sono finite le femministe?

L’immagine della donna, in tv come nei social network, è sempre più mercificata e questa arriva tra i banchi di scuola dove sempre più spesso si registrano casi di prostituzione in cambio di favori vari, dalle ripetizioni alle ricariche telefoniche, come descrivono i dati raccolti da Skuola.net.
Di chi è la colpa di questa immagine femminile diffusa dai media nazionali? Dove sono finite le femministe? Il movimento #Metoo è già al tramonto?
Ospiti in studio Laura Tecce, giornalista e autrice del libro Femminismo 2.0, e Giorgio Mastrota che dialogheranno col parterre di Generazione Giovani per capire cosa ne pensano gli adolescenti.

Femminismo 2.0
Chi sono, cosa vogliono e cosa predicano le femministe del nuovo millennio

Sinossi del libro Femminismo 2.0 di Laura Tecce: ovunque pullulano focolai di un nuovo femminismo talebano, intransigente e intollerante. È il femminismo 2.0, che ha immolato se stesso sull’altare del politically correct e del #metoo. Non si vuole più liberare il corpo ma anzi si permette che sia velato e coperto in nome di un multiculturalismo ostentato e di un relativismo etico che si sostanzia nel mantra «è la loro cultura».

LAURA TECCE
Sociologa e giornalista professionista, Laura Tecce ha lavorato come inviata, autrice e conduttrice in Rai, a SkyTg24, in diversi uffici stampa e come docente di giornalismo. Si occupa di politica, di temi sociali e di costume, attualmente collabora con Il Giornale, Il Giornale OFF e – come commentatrice politica – a La7, a Mediaset e in Rai.
Ha un blog «L’insolente» e una rubrica sul femminismo «Femminile, singolare» su ilgiornale.it.

Il movimento Me Too è contro le molestie e la violenza sulle donne

Da wikipedia: Il movimento Me Too (noto anche come “#MeToo”, con alternative diciture in altre lingue) è un movimento di matrice femminista che verte contro le molestie e la violenza sulle donne, che si diffuse in modo virale a partire dall’ottobre 2017 come hashtag usato sui social media per aiutare a dimostrare la diffusa prevalenza di violenza sessuale e molestie, soprattutto sul posto di lavoro, subita dalle donne, dopo le rivelazioni pubbliche di accuse di violenza sessuale contro Harvey Weinstein.

L’espressione Me Too, usata per la prima volta in questo contesto da Tarana Burke nel 2006, è stata resa popolare da Alyssa Milano (bravissima attrice nota in Italia per essere Phoebe Halliwell nella serie televisiva Streghe) quando ha incoraggiato le donne a usarla su Twitter per “dare alle persone un’idea della grandezza del problema”.