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Stasera in tv c’è Apice, una Pompei del ‘900

Sandro Giordano, stasera in tv su Rai5, guida all'esplorazione della vecchia Apice, borgo che è rimasto pressappoco lo stesso dai tempi del terremoto

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Apice, Castello dell ettore
Apice, Castello dell ettore

Alla scoperta di Apice, una Pompei del ‘900: così Apice, paesino in provincia di Benevento, è stata ribattezzata dopo il terremoto del 21 agosto del 1962 che l’ha spopolata.
Apice, infatti, negli anni Sessanta fu ricostruita sulla collina di fronte, a pochi chilometri di distanza.
Ad Apice Nuova vivono ancora oggi i terremotati dell’epoca costretti ad abbandonare le proprie case in fretta e furia, quando il 21 agosto del 1962 il terremoto fece scappare tutti.
Ironia della sorte è che un terremoto ha salvato Apice Vecchia: l’ha salvata fermandovi il tempo, spopolandola. Impedendo che alluminio, pleksiglas, insegne luminose, restauri arditi e prove di modernità urbana, ne violassero l’armonioso aspetto di un paese del meridione d’Italia, fermo agli inizi degli anni Sessanta.

Storia della vecchia Apice

La storia dell’antico abitato di Apice inizia nell’antichità e si interrompe bruscamente alle ore 19,30 circa del 21 agosto 1962. A fondarla, a soli 12 chilometri dall’odierna Benevento, fu probabilmente ai tempi della Roma caput mundi, quel Marco Apicio che dal Senato di Roma fu incaricato di ripartire tra i legionari reduci dalle campagne di guerra alcune terre del Sannio. La fine di Apice fu segnata quella sera dell’agosto 1962, alle ore 19,30 quando due scosse di terremoto del VI e VII grado della Scala Mercalli fecero tremare il Sannio e l’Irpinia, uccidendo 17 persone. Apice fu uno dei centri più colpiti, ma non venne distrutto. A far sgomberare i 6500 abitanti, infatti, fu la sentenza dei tecnici del Ministero dei Lavori Pubblici che, temendo ulteriori crolli, ne ordinarono l’evacuazione.

La vecchia Apice, lo stessa dai tempi del terremoto

L’attore e fotografo Sandro Giordano stasera guida all’esplorazione della vecchia Apice, borgo che è rimasto pressappoco lo stesso dai tempi del terremoto, nel nuovo episodio della serie Ghost Town, in onda alle 20.20 su Rai5.

Un paese, oggi, inaccessibile eppure “vivo”, nel ricordo dei suoi abitanti, e negli edifici che ancora risuonano della vita di un tempo che non tornerà più.
Nella zona che interessò tra gli altri anche il borgo di Apice si contarono “solo” 17 vittime e i rimanenti 6.500 abitanti furono prontamente evacuati, lasciando dietro di sé un panorama desolato e “spettrale” ancora oggi visibile: mobili, auto intrappolate fra le macerie di un meccanico, riviste di cucito, insegne “fai da te” di negozianti.
Taluni abitanti rimasero nel vecchio abitato, chi ad esercitare la propria funzione pubblica, chi a far sopravvivere la propria bottega e chi semplicemente ad abitarci. Tra questi, Tommaso Conza, il barbiere, che tenne la sua bottega aperta fino al 2007: in un paese fantasma.

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