Home Primo Piano Home Prescrizione dei reati: NO a riforme imposte dall’alto

Prescrizione dei reati: NO a riforme imposte dall’alto

In merito alla prescrizione dei reati, l’avv.ssa Assunta Cacciapuoti: servono riforme condivise, concertate e non imposte dall’alto; bisogna ascoltare l’avvocatura

322
CONDIVIDI
avv.ssa Assunta Cacciapuoti
avv.ssa Assunta Cacciapuoti

Aperto più che mai il dibattito politico sul tema della prescrizione dei reati. Per conoscere e approfondire meglio l’argomento, ho avuto il piacere di intervistare, per universy.it, l’avv.ssa Assunta Cacciapuoti.

La prescrizione è una causa di estinzione del reato che si verifica quando nel tempo non si giunge ad una sentenza. Il trascorrere del tempo (il limite temporale individuato) fa venire meno, affievolisce, l’interesse punitivo dello Stato per il caso concreto. Diversamente dagli altri stati europei, la prescrizione in Italia è istituto di natura non processuale, ma sostanziale, cioè ad esso si applicano le garanzie costituzionali ed è soggetta al principio di legalità.

La riforma Bonafede – già in vigore dal 1 gennaio 2020 – approvata dal primo governo Conte e contenuta nel ddl anticorruzione, prevede lo stop definitivo della prescrizione dopo la sentenza di primo grado sia essa di assoluzione o di condanna. Cambio sostanziale, rispetto al passato, dove la prescrizione poteva decorrere fino del terzo grado di giudizio.

“I tempi di prescrizione di alcuni reati più gravi erano già stati prolungati con la riforma voluta dall’ex Guardasigilli Orlando, con il Governo Gentiloni. Una soluzione che non risolveva i problemi della giustizia. Ma la riforma Bonafede non va nel senso giusto: basti pensare che in appello toglierebbe stimoli al magistrato e all’avvocato. Tanto il processo rimarrebbe in piedi, allungandone i tempi”.

Con il nuovo governo giallo-rosso, dove fanno parte M5S, PD e LEU, c’è stata un’ulteriore modifica della riforma con Il Lodo Conte-bis, inserito nel ddl del processo penale e approvato il 13 febbraio 2020 dal Consiglio dei Ministri, senza l’appoggio dell’altra forza di maggioranza Italia Viva. In base a ciò si prevede, per quanto riguarda l’applicazione della prescrizione, un trattamento diverso per gli imputati che vengono assolti o condannati nel primo grado di giudizio: continuerà a decorrere per gli assolti, verrà sospesa per chi ha ricevuto una sentenza di condanna. Per i condannati in primo grado e in appello c’è il blocco definitivo della prescrizione.

“Il tema della giustizia da troppo tempo è ormai terreno di scontro tra i vari operatori del diritto – ammette l’avv. Assunta Cacciapuoti -. Mentre il problema reale sono, da un lato, i tempi della giustizia e, dall’altro, il problema della certezza della pena. Senza tralasciare il problema del sovraffollamento delle carceri, che non consentono più il reale recupero della persona come impone la Costituzione. Servono riforme che abbrevino i tempi del processo, innanzitutto. Riforme condivise, concertate e non imposte dall’alto. Bisogna ascoltare l’avvocatura, non avere pregiudiziali nei confronti della stessa e non legiferare contro. E’ un vulnus inaccettabile, di questa riforma, averla percepita contro qualcuno o qualcosa”.

Per sensibilizzare sull’argomento e far conoscere nel dettaglio le dinamiche che si celano dietro questa querelle politica, è stato organizzato un convegno a Gragnano il 12 febbraio 2020. “Ha avuto – precisa l’avv. Assunta Cacciapuoti – una folta partecipazione di pubblico e di addetti ai lavori, in particolare, il dibattito scaturito è stato indice di comprensione del tema anche da parte dei molti cittadini presenti. Abbiamo concepito questo forum proprio con un taglio divulgativo e con un approccio sistemico semplificato e di comprensione popolare di un argomento tecnico e per addetti al settore. Posso dire che l’evento sia ben riuscito. Ho provato un’emozione particolare nel vedere tra il pubblico il mio docente di greco del Liceo, attento agli argomenti del convegno”.
Ci saranno altre iniziative? “Si. E’ previsto per la nostra Associazione “Legalità e Solidarietà”, durante l’anno, la realizzazione di ulteriori forum tematici su argomenti di attualità giuridica e sociale”.

IL PROFILO – Assunta Cacciapuoti è avvocato dal 1999. Il suo studio si occupa di civile, penale ed amministrativo. I clienti sono privati, enti pubblici, società ed imprese. Nel corso della sua attività forense ha curato diversi contenziosi per società farmaceutiche tedesche, quali Siemens Medical, Bayer SpA, ZLB Behring e Sanofi Aventis.

Francesco Saverio Petito