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Natale e Covid-19: nuove restrizioni in arrivo?

Aumentare la stretta ora per evitare un lockdown durante le festività di Natale

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stelle di Natale

E’ iniziato il conto alla rovescia per il Natale ma in tempi di pandemia da Covid-19 tutti si chiedono come trascorreremo le festività natalizie. Nuove restrizioni in arrivo? Forse! Intanto già si pensa a nuove  proposte per la revisione sulla classificazione delle zone e a misure variabili a seconda delle province. Sicuramente non sarà un Natale come tutti gli altri anni, con cenoni in famiglia e grandi raduni. Bisognerà fare attenzione allo shopping natalizio rispettando le distanze di sicurezza e non dimenticando di indossare la mascherina. Un Natale che sicuramente sarà ricordato nella storia dell’umanità.

C’è chi è deciso ad aumentare la stretta ora per evitare un lockdown durante le festività. E proprio per scongiurare questo, non si può escludere che il Dpcm in scadenza il 3 dicembre possa essere prolungato per qualche altra settimana. A tal riguardo il presidente della Puglia, Michele Emiliano, ha inviato una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza per chiedere “l’adozione di un provvedimento che inserisca esclusivamente i territori delle province di Foggia e di Bat nella cosiddetta “zona rossa”, in quanto caratterizzati da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto”.

Dal canto suo il ministro Speranza fa sapere che i sacrifici duri sono necessari per  piegare la curva dei contagi sostenendo l’importanza della ricerca in questo momento così difficile. “È la ricerca scientifica –dichiara il ministro, commentando la proposta del Direttore generale dell’Oms, Tedros di creare un deposito per i campioni clinici e materiali patogeni ospitato dall’Oms – che ci porterà definitivamente fuori dalla Pandemia. La collaborazione internazionale sta permettendo agli scienziati di percorrere più velocemente la strada per trovare cure e vaccini, sicuri ed efficaci. Per questo sosteniamo l’iniziativa dell’OMS volta a condividere campioni clinici e materiali patogeni. Tutti i Paesi devono farlo. Le ricercatrici e i ricercatori italiani sono un’eccellenza mondiale. È giusto condividere i nostri studi con la comunità internazionale”.