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Il Teatro Bellini di Napoli presenta “Il Problema” di Paola Fresa

La Fondazione Sipario Toscana porta in scena al Teatro Bellini "Il Problema"

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Il Problema

Fondazione Sipario Toscana sarà in scena da martedì 1 a domenica 6 febbraio al Teatro Bellini di Napoli con la sua produzione Il Problema”, di Paola Fresa, testo menzione speciale Premio Platea.
Una storia d’amore e un inno alla vita che, racconta l’autrice, «ci parla della nudità del dolore, della morte che si affaccia nella vita di una famiglia e di come si possa sopravvivere a quel dolore, al presagio di un’assenza», nel precipizio della memoria che è la sindrome di Alzheimer.
In scena, insieme a Paola Fresa, ci sono Nunzia Antonino, Franco Ferrante, Michele Cipriani; la collaborazione artistica è di Christian Di Domenico.
In un interno domestico, padre, madre e figlia si trovano a dover affrontare un problema: la malattia incurabile che colpisce il padre. Il testo è costruito come una sequenza ininterrotta di accadimenti, dove la narrazione è affidata all’esclusiva rappresentazione dei fatti. La casa diventa, scena dopo scena, immagine claustrofobica della malattia e i contatti con il mondo al di fuori, rappresentati dai tre personaggi esterni al nucleo familiare, non fanno altro che stringere il cerchio intorno ai tre protagonisti. Così, in una corsa contro il tempo, tra rifiuto del “Problema” e silenziosa resistenza al
dolore, tra vagabondaggi notturni e mancati riconoscimenti, nel sovrapporsi di passato e presente, dove il confine fra realtà e immaginazione diventa labile, madre e figlia si ritroveranno unite nell’impresa di trattenere il ricordo di sé nella mente del padre.
«Siamo partiti dal testo – spiega l’autrice Paola Fresa – e abbiamo individuato nel nucleo familiare (padre, madre, figlia) il centro nevralgico del dramma che ha nella crisi dell’identità il suo tema fondante. Identità che vacilla in chi si ammala per la perdita del ricordo della propria esperienza di vita, ma anche in coloro che si trovano a essere testimoni della malattia. La consapevolezza di quello che siamo è strettamente legata alla percezione che di noi hanno le persone che ci sono accanto. Nel momento in cui non ci vediamo più riconosciuti dall’altro, la nostra stessa identità entra in crisi. È quello che accade ai protagonisti del testo».

Il Problema
da martedì 1 a domenica 6 febbraio 2022
Teatro Bellini, via Conte di Ruvo 14, Napoli
info 0815499688 – botteghino@teatrobellini.it

IL PROBLEMA
testo Menzione Speciale Premio Platea 2016 di Paola Fresa con Nunzia Antonino, Michele Cipriani, Franco Ferrante, Paola Fresa collaborazione alla creazione collettiva Christian Di Domenico
scene e costumi Federica Parolini
luci Paolo Casati
tecnico luci Maurizio Coroni
costruzione scene Luigi Di Giorno, Davide Maltinti
video e foto di scena Andrea Bastogi
illustrazione Francesco Chiacchio
con il sostegno di U.P.I.P.A. (Unione Provinciale Istituzioni Per l’Assistenza –Trento)
TRAC centro di residenza pugliese – teatro comunale di Novoli
si ringrazia Teatro Stabile di Bolzano

“Con Il Problema, Paola Fresa mette in scena la malattia di Alzheimer in maniera tanto più drammatica quanto più la scrittura dell’autrice sa essere misurata e precisa, teatralmente implacabile, rifuggendo da ogni patetismo”. Motivazione Giuria Premio Platea

“Non potremmo dire che lo spettacolo è la narrazione di una malattia, semmai quella di un amore, perché le due donne (le commoventi ed intense Nunzia Antonino nei panni della madre, e Paola Fresa, autrice del testo, in quelli della figlia) cercano in ogni modo di non far perdere all’amato consorte e all’adorato padre, ricevendone in cambio anche ferocia, la propria e l’altrui identità”. (Mario Bianchi – KRAPP’S LAST POST)

“Capita per esempio, malgrado la buona fede, di farsi ingannare dai programmi di sala: ottanta minuti di spettacolo su un caso di Alzheimer − non ce lo nascondiamo − possono tentare chiunque a darsi alla fuga. Per fortuna c’è chi riesce a sfatare i pregiudizi su tempi lunghi e tematiche delicate: ne è caso esemplare Il problema di Paola Fresa”… “Un lavoro profondo e privo di qualsiasi sbavatura patetica, il cui finale, lucidissimo e privo di melanconia, è assolutamente inaspettato nella sua semplicità, ciliegina sulla torta di uno spettacolo che ha avuto il coraggio di assumersi molti rischi, e ne è uscito vincitore”. (Elena Zeta Grimaldi – PAC)

La scena è d’impatto: dentro una grande scatola, un cubo (di Rubik) inespugnabile e inestricabile, sta l’uomo, il Padre (Franco Ferrante, doloroso e toccante), sperso senza più punti di riferimento, attorno una Figlia, la stessa Fresa accogliente, e una Madre, Nunzia Antonino, che riesce a trasmettere dramma, impotenza e tenerezza (meraviglioso il quadro dei due corpi maturi nudi in penombra nell’atto di lavarsi/amarsi), e una figura di raccordo, Michele Cipriani, fredda, cinica, che sbatte la verità in faccia senza preamboli né inutili giri di parole, che ci fa sorridere nella sua spietatezza”… “la luce in fondo al tunnel però c’è, bisogna solo scovarla in chi rimane accanto al paziente che non può far altro che attendere”. (Tommaso Chimenti – Hystrio)