Home Varie Medicina & Salute Il 13 maggio la seconda Giornata per la Prevenzione Cardiovascolare

Il 13 maggio la seconda Giornata per la Prevenzione Cardiovascolare

Importante la prevenzione delle malattie cardiovascolari: i giovani italiani sono sempre più preda di scorretta alimentazione, fumo, sedentarietà, obesità

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Seconda Giornata Prevenzione Cardiovascolare

Cuore a rischio per giovani italiani, specie se fumatori e sedentari: il prossimo 13 maggio la seconda Giornata per la Prevenzione Cardiovascolare, iniziativa volta a sensibilizzare soprattutto i giovani. I giovani italiani sono sempre più preda di fumo, sedentarietà, obesità, scorretta alimentazione.

E’ importante ribadire l’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari: lotta al fumo e attività fisica, in particolare, sono strumenti fondamentali per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

“L’approccio per una corretta prevenzione cardiovascolare può apparire quasi banale – evidenzia il Prof. Massimo Volpe, Presidente della SIPREC –. Le priorità sono mangiare sano, fare attività fisica, evitare una vita sedentaria, non fumare, tenere bassi i livelli della pressione arteriosa, del colesterolo, evitare di sviluppare il diabete. Questo stile di vita deve essere implementato regolarmente e spesso viene sottovalutato, ma proprio partendo da queste misure si può salvare la vita, visto che le malattie cardiovascolari restano la prima causa di decessi e una delle prime cause di ospedalizzazione”.

Massimo Volpe, Presidente SIPREC
Massimo Volpe, Presidente SIPREC

L’attività fisica è antagonista delle malattie cardiovascolari, in quanto determina una vasodilatazione, una riduzione della pressione arteriosa, fornisce i meccanismi di prevenzione dell’ischemia acuta, nonché un’attitudine delle persone a stili di vita più salutari e una migliore condizione psico-fisica. È opportuno, ovviamente, che l’attività fisica sia fatta con costanza e metodo.

Il fumo provoca danni non solo ai polmoni, ma anche al cuore e a livello cardiovascolare, con rischio di coronaropatie, che possono generare un infarto in fasi successive – sottolinea Francesco Perone, membro del board SIPREC Young –. Tra i dati di letteratura più allarmanti che riguardano l’Italia, vi è uno studio pubblicato il 31 maggio 2021 dall’Istituto Superiore Sanità in collaborazione con l’Istituto Farmacologico Mario Negri: tra i 14 e i 17 anni, il 37,5% dei giovani ha già avuto contatto con il fumo di tabacco. Nel 2019, la ‘European School Survey Project on alcohol and other drugs’ sugli studenti europei di 15-16 anni ha rilevato che l’Italia è il Paese con la più alta percentuale di coloro che dichiarano di aver fumato sigarette nel corso della loro vita”.

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